###Censored###

“Il giorno in cui Twitter è un po’ morto”, “Twitter offre un servizio di censura”, “Per affermarsi ovunque Twitter si tarpa le ali”

Bravo Twitter!, dico io. Non è la censura in sé a cui plaudo. Sono uno che crede che non si deve aver paura della idee della gente; al massimo basta ignorarle se non si vuole prenderle in considerazione. La censura repressiva è autolesionista.
Premio la scelta industriale, di questo si tratta, e l’affermare, anche se in forma implicita, che un servizio internet non è un’estensione della Carta dei Diritti dell’uomo.

Twitter, Facebook, Google sono servizi a cui possiamo volontariamente accedere. Nessuno di loro però è tenuto a rispettare regole di equità e giustizia o di alta levatura morale. Se lo fanno è solo perché al momento la gente è attirata da questo senso di estrema onnipotenza d’espressione, in cui internet è il luogo senza censura dove dire ogni cosa ed è un mio diritto poterlo fare. Dove sta scritto?! Le aziende di questi servizi devono mediare, scontentare qualcuno per aprire ad altri mercati, vedi la Cina. Ben venga un Google limitato in Cina piuttosto che niente.

Se la prossima rivoluzione non sarà supportata da un Twitter bloccato dal governo in affanno, pace. In fondo non vi stanno arrestando o segnalando come eversori. Un vostro commento si è perso nell’etere.

Ed è giusto ricordare che è sempre possibile non usufruire del servizio se non si è d’accordo. Come ogni servizio anche questo ha i suoi limiti.

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