Mind revolution

Da qualche settimana ho concluso la lettura di Aristotele-Buddha-Confucio di Lou Marinoff (http://www.anobii.com/books/Aristotele_Buddha_Confucio/9788838486654/019c793fa9f3f9c9b3/). Diversamente dal solito non ho commentato a caldo il libro durante la lettura, sebbene gli spunti di riflessione non siano mancati. Ho voluto lasciar decantare per estrarre tutto il succo, inoltre dovrei rileggerlo per focalizzare le mie elucubrazioni su aspetti specifici. In ogni caso è una lettura che consiglio a chiunque.

Tra i capitoli che più mi sono rimasti impressi c’è quello dedicato ai metodi di trasmissione della cultura nell’evoluzione della società umana. Secondo me un’ottima analisi memetica (http://it.wikipedia.org/wiki/Meme) che attraverso un percorso storico ci porta sulla soglia della rivoluzione multimediale in atto e lascia il lettore con non pochi dubbi. Personalmente ho accumulato uno strascico di paure per il futuro che stride con il mio proverbiale ottimismo. Siamo in effetti ad una svolta epocale, la diffusione del web sta portando l’accesso alla conoscenza ad un livello capillare, bastano due click per sapere tutto. Eppure la rivoluzione, come spesso accade, potrebbe rivoltarcisi contro rendendoci meno curiosi, meno attenti e meno intelligenti. L’unica certezza è che tutto dipenderà dall’uso che verrà fatto di questa tecnologia. Attualmente la via intrapresa mi sembra quella sbagliata.

Io ritengo di avere la fortuna di appartenere ad una generazione intermedia, che ha scoperto gradualmente l’uso del computer e di internet; la mia educazione è ancora scolastica (nel senso filosofico del termine), ha privilegiato l’uso della scrittura sul video.  Questo mi ha permesso di formarmi un giudizio critico sulla base del quale soppesare le informazioni che ricevo. Le nuove leve, imbottite di tecnologia fin da piccoli, fanno un così grande affidamento su queste nuove funzionalità che rischiano di smarrire la bussola, non avendo come riferimento nulla di certo. Il facile accesso alla conoscenza globale porta anche ad un calo dello stimolo nel creare nuova conoscenza, nella ricerca della verità: un ipse dixit di proporzioni colossali.
Al di là della teoria il mio grande dilemma è “come educherò mio figlio?” Come farlo restare al passo con i tempi insegnandogli però l’importanza di una sana ricerca delle fonti?

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A few weeks ago I finished reading Aristotle-Buddha-Confucius, Lou Marinoff (http://www.anobii.com/books/Aristotele_Buddha_Confucio/9788838486654/019c793fa9f3f9c9b3/). Unlike the usual I have not written comments about the book while reading, although the discussion points are not missed. I wanted to leave it to extract all the juice, besides I would also read again to focus my rattention on specific issues. In any case it is a read that I recommend to anyone.

Among the chapters that were most impressed me is that devoted to the methods of transmission of culture in the evolution of human society. In my opinion an excellent memetics analysis (http://it.wikipedia.org/wiki/Meme) that through a historical path leads us on the threshold of the multimedia revolution and leaves the reader with many questions. Personally, I have accumulated a trail of fears for the future that clashes with my proverbial optimism. We are indeed at a turning point, the spread of web access to knowledge is leading to a capillary level, two clicks to know everything. Yet the revolution, as so often happens, it could come against making us less curious, less attentive and less intelligent. The only certainty is that everything will be done will depend on the use of this technology. Currently the way taken seems to me the wrong one.

I feel lucky to belong from a middle generation, who found out the use of computers and the internet, my education is still scholasticism (in the philosophical sense of the term), has favored the use of writing against the video. This allowed me to form a critical judgment on the basis of which weigh up the information I receive. The new recruits, stuffed with technology from an early age, make so great reliance on these new features that are likely to lose their bearings, not having anything for sure as a reference. The easy access to global knowledge also leads to a decrease of the stimulus to create new knowledge, in pursuit of truth: an ipse dixit of colossal proportions.
Beyond the theory, my big question is “how shall educate my child?” How do keep pace with the times, however, teaching him the importance of a healthy pursuit of evidence?

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