Monthly Archives: July 2012

Il pasticciaccio dell’ILVA

Quella dell’ILVA di Taranto è proprio una situazione ingarbugliata. È la tempesta perfetta, l’apice catastrofico della non-politica di gestione integrata degli anni passati. La soluzione non può prescindere dalla ricerca dei colpevoli e delle cause e non sarà comunque indolore. Andrà trovata la giusta via media, ma soprattutto questa dovrà essere presentata nel modo opportuno perché possa venir accettata. Presentata forse non è il termine adatto, sa di decisione presa dalle alte sfere senza consultazione; forse in questo caso serve una consultazione con la base, una condivisione di proposte tra cui scegliere.

La mia personale opinione è che l’impianto deve mettersi in regola secondo gli standard ambientali che ci siamo dati. Sono sicuro che avrebbe dovuto farlo anni fa ma, sfruttando la sua forza come polo industriale, trovò sempre trovato politici compiacenti che derogarono e prorogarono. Facile in questo modo restare sul mercato ed in ogni caso lamentarsi per la concorrenza estera che verrebbe fatta proprio tagliando sui costi ambientali. L’industria va obbligata a mettersi in regola e nel frattempo va strettamente controllata perché non faccia ricadere questo costo sul prodotto finale, finendo così per autofallire. Il costo deve essere sostenuto con nuovo capitale e tagliando sul margine operativo; troppo facile fare impresa senza prendersi il rischio di non guadagnare. Un bel commissariamento ad interim.

La colpa è dunque in primis dell’azienda ma, sto per dire un’eresia per il mio modo di pensare, è anche in parte ascrivibile alla società italiana. Politici, controllori e cittadini, tutti abbiamo messo il nostro mattoncino per seppellire queste problematiche, ma alla fine esse sono cresciute più del muro e ora gridiamo al lupo.

AffondeRAI

Sinceramente sono molto deluso dalla RAI e dalla gestione delle trasmissioni olimpiche. Si sa che all’Olimpiade si sovrappongono sempre più discipline con il rischio, quasi certo, di non far vedere qualcosa d’interessante. Un gestore esperto sfrutterebbe tutti i suoi mezzi, vedi i canali RAISport 1 e 2. E invece la RAI decide di trasmettere tutto soltanto su RAI2 creando un caos ingovernabile. Gare di nuoto in differita, pallavolo cancellata dal palinsesto, interviste tagliate a metà, ed è stato solo il primo giorno!

Il coro di lamentele su internet è abbastanza numeroso. Questa volta la copertura dell’evento è davvero pessima. La sfida con SKY è persa in partenza. Con buona pace di chi sperava di guardarsi le grandi gare, quelli importanti anche senza gli atleti azzurri, in santa pace sul divano. Dovrò ricorrere a qualche streaming online.

Olimpiadi 2012

La Gran Bretagna mette in campo i suoi pezzi da 90 (-60-90)

 Melissa Debling, Emma Frain,Wynters Caitlin e Geena Mullins.

Ingenuità economiche

Tutto questo bombardamento di notizie sulla finanza pubblica ed europea mi affascina da un lato e mi lascia spiazzato dall’altro. Non comprendendo fino in fondo i meccanismi che regolano la macroeconomia, o la finanza in genere, resto perplesso di fronte a certe affermazioni del nostro Governo: i mercati non guardano alla situazione reale dell’Italia ma si basano sulle voci di corridoio. Ora, per quanto tutti sappiamo che la Borsa sia attenta ai pettegolezzi, non credo che si basino solo su di essi per comprare e vendere. Parimenti non credo che la situazione italiana e le decisioni prese negli ultimi mesi siano di buon auspicio.

Il Governo sta flirtando con l’Europa e la finanza facendo grandi promesse ma di concreto vi è poco; dalla riforma del lavoro alla spending review è tutto in divenire, appena varato, ancora da valutare nel suo impatto con l’economia reale. I mercati chiedono stabilità, ma non una promessa di stabilità tra tre anni, la vogliono ora, quindi giudicano non le azioni future ma quelle pregresse fatte dagli stati. La Germania ha svolto un ottimo lavoro e per qualche anno è al sicuro; noi sappiamo solo correre ai ripari e dunque paghiamo lo scotto del nostro immobilismo.

Poi ci sta che, per scopi a me ignoti e molto complessi, qualcuno con molto denaro e potere speculi in una data direzione per obbligare l’Europa a muoversi verso una meta diversa da quella preventivata. È la libertà del mercato.

Pesche ripiene – test n.2

Il secondo tentativo è…sempre il più difficile! Ma è anche quello della svolta. Potrei aver trovato la combinazione vincente per abbattere il retrogusto d’uovo e conferire allo stesso tempo consistenza e colore all’impasto.

La dosi:
8 pesche (16 mezze)
2 tuorli sbattuti con lo zucchero
cacao amaro qb
120 grammi di amaretti sbriciolati
circa 100 g di cioccolato fuso con due noci di burro
2 albumi montati a neve
una spolverata di zucchero a velo

Commenti tutti molto positivi da parte degli assaggiatori.

Nord sud ovest est

Ieri sera concertone di Max Pezzali all’Alpaà di Varallo. Paola ed io eravamo presenti e abbiamo cantato quasi tutto il tempo, anche se eravamo continuamente spintonati da gente che passava da una parte all’altra della piazza.

L’occasione è troppo ghiotta (e io sono pigro per scrivere qualcosa di nuovo) per ripescare dall’archivio un post del glorioso passato. Max non ha cantato tutti i pezzi presenti nella lista seguente e ha aggiunto quelli degli ultimi anni, ma il nocciolo storico degli 883 è quello valido.

883

E’ da qualche giorno che ho in mente questo post. L’autoradio mi alleta con Tutto Max,il best degli 883 e di Max Pezzali. Sono tutte canzoni che si conoscono, e alcune hanno fatto storia. La cosa belle è che Pezzali canta della vita di gente normale, di fatti e pensieri che sono comuni a tutti. Così vorrei provare a fare questo gioco: cercare di legare ogni canzone ad un pezzo della mia vita o ad un pensiero. Se volete cimentarvi anche voi…meglio prima ascoltare la canzone, perchè il titolo potrebbe essere fuorviante.

CD 1
1. Eccoti – il ritornello non può non farmi pensare a Paola.
2. Nord sud ovest est – I don’t know.
3. Hanno ucciso l’Uomo Ragno – ok, questa è veramente difficile da ricollegare. Se proprio dovessi trovare qualcosa che si avvicini, sarebbe il ritiro di Michael dalle corse, la fine di una leggenda.
4. Lo strano percorso – i bei tempi del liceo e del primo amore.
5. Come mai – forse il momento tra la fine della cotta per Elisabetta e l’inizio dell’amore con Paola.
6. Sei un mito – mai successo di uscire con una come quella descritta nel testo.
7. Bella vera – questa mi ricorda tutte quelle gnocche che si vedono nei locali d’estate.
8. Come deve andare – parlavo poco tempo fa di sano attendismo, ed ecco la colonna sonora.
9. La regola dell’amico – potrei fare molteplici esempi di quanto sia veritiera questa canzone. Eppure una volta ero fautore dell’idea che l’amore nascesse come naturale evoluzione di un rapporto di amicizia.
10. Gli anni – forse si adatterà meglio tra qualche anno, quando mi guarderò indietro.
11. Rotta x casa di Dio – le serate a sparate cazzate con gli amici fregandosene dei problemi del mondo.
12. Nessun rimpianto – se mai dovesse finire con Paola…ma non voglio nemmeno pensarci.
13. Se tornerai – ogni volta che la ascolto mi ritornano alla mente gli anni passati in compagnia di Ramella, le tante cavolate che abbiamo combinato senza renderci conto delle possibili conseguenze, e come ci siamo persi di vista. Mi riempie di tristezza.
14. Un giorno così – facile, quando esco in una giornata limpida e mi meraviglio di quanto il mondo sia bello e di che scorci fantastici offra la mia amata Biella.
15. Senza averti qui – sembra il racconto dell’estate 2004, lontano da Paola, causa crisi del settimo anno.
16. Io ci sarò – la promessa mai esplicitata che cerco di rispettare nel rapporto con il mio amore.
17. Un mondo insieme a te – ancora mi stupisco di quanto Paola abbia cambiato la mia vita, tirando fuori il meglio di me, aiutandomi a maturare e facendomi diventare quello che ora sono orgoglioso di essere. Grazie Patata!
18. Uno in più – i 30 si avvicinano e l’orologio biologico fa tic tac.
CD 2
1. Grazie mille – le tante gioie concesse dalle piccole cose, dai gesti semplici e dai pensieri ben focalizzati.
2. Ci sono anch’io – mattone dopo mattone io e Paola abbiamo costruito un rapporto solido, seppur basato su un sogno, un ideale: l’amore vero, quello che non finisce.
3. La regina del Celebrità – non sono mai stato assiduo in disco; ma s ne avessi avuto lìopportunità so che avrei messo a nudo tutta la mia anima da discotecomane.
4. Una canzone d’amore – ricordo tutte le poesie che ho dedicato a Paola, una per ogni gioia che mi ha regalato.
5. Ti sento vivere – i tempi dei progetti su come dichiararsi alla ragazza che mi piaceva. Tanti progetti e nulla di fatto alla fine.
6. La dura legge del gol – la forza di un rapporto di amicizia come quello tra Simo e me, che resiste da ormai 15 anni.
7. Con un deca – eh la paghetta settimanale! all’epoca ci si divertiva spendendo poco.
8. Non me la menare – per fortuna non ho mai avuto una fidanzata rompipalle come quella della canzone.
9. Nella notte – le seratone con la compagnia di amici che non portano a nulla ma ci si diverte comunque.
10. Nient’altro che noi – gli splendidi momenti che seguono l’aver fatto l’amore, quando il mondo si riduce a lei ed a ciò che trasmette ai miei sensi.
11. Tieni il tempo – manifesto al non farsi abbatere dal mondo esterno; per me, genio incompreso, è un inno di speranza.
12. S’inkazza (Questa casa non è un albergo) – e quale madre non ha mai detto ciò?! io l’avrò sentito almeno un centinaio di volte.
13. Fai come ti pare – mia la vita, miei gli errori, a me le soluzioni. E come detto in altro post, non mi pento di nulla.
14. Quello che capita – quante volte mi sono posto le grandi domande esistenziali; per ora mi sono dato delle risposte convincenti, ma la vita mi obbligherà a rivederle.
15. Me la caverò – prima di capire le cose devo sbattere il muso contro un muro. Funziono così, ma alla seconda volta è sempre il muro a cedere.
16. Viaggio al centro del mondo – non posso annoverare un viaggio in un posto così intenso, ma ogni viaggio fatto in compagnia di Paola mi ha lasciato tanti ottimi ricordi. Lei è il centro del mio mondo.
17. Jolly Blue – il Dado Giallo non è una salagiochi ma è una parte importante del mio mondo e del mio passato. Grazie di tutto ragazzi!
18. La lunga estate caldissima – Estate=+gnocche!

Pesche ripiene – test n.1

Venghino signori e signori, inizia la stagione della pesca ripiena. Quest’anno ricche pesche per tutti al solo costo di un giudizio sincero dopo l’assaggio.

La prima infornata:
17 mezze pesche (la diciottesima l’ho mangiata, troppo buone queste pesche!)
2 tuorli
125 g di amaretti
2 albumi montati a neve
cacao qb

Nella fretta ho dimenticato i fiocchetti di burro, il che non ha aiutato alla formazione della crosticina croccante esterna. L’impasto è ancora troppo liquido, non so se a causa dell’acqua che fanno le pesche o degli albumi montati a neve che fluidificano il composto.
Appunto: cercare un ripieno più consistente; verificare ricetta soufflé.

Le pesche sono ottime, molto dolci e saporite. Purtroppo non erano ancora mature al punto giusto, troppo dure attorno al nocciolo tanto che è difficile separarle ma alla fine con un po’ di manualità si evita di rovinarle oltremodo.

Il risultato finale non è stato malvagio. Gusto rotondo che esalta sia cacao che amaretto. A tratti si sente un po’ troppo l’uovo, causa degli albumi; questo è un dettaglio da migliorare anche perché se non riesco a meringare l’impasto grazie agli albumi questi diventano un surplus dannoso per il sapore.

In bici

Mi piace che girando in bici ci si saluti con gli altri ciclisti che si incontrano per strada. Quel mezzo secondo per dirsi un ciao o alzare la mano in cenno di saluto. Un segno di mutua appartenenza alla categoria e di condivisione della fatica che si sta facendo. Noto però una certa diffidenza fra bici da corsa e mountain bike, ti salutano meno spesso. Sarà in atto una faida stile vampiri-mannari?

Dilettanti.com

Ho testé scoperto l’esistenza del  libro Dilettanti.com di Andrew Keen. Ho letto giusto una sinopsi legata ad un’intervista all’autore per cui i contenuti o le conclusioni finali potrebbero essere differenti; comunque pare fosse un saggio in cui l’autore si scagliava contro il Web 2.0, la produzione amatoriale di contenuti e la loro condivisione gratuita. È un po’ la critica al mondo dei blog e stranamente mi trovo a condividerla. Per quanto io scriva più per me stesso, per chiarirmi le idee e non perderle nell’abisso della memoria, mi piace sapere di poter venir letto e commentato. Condividere le proprie idee con un folto potenziale pubblico dà un bel senso di piacere.
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Tuttavia i contenuti professionali sono tuta un’altra cosa e vanno valorizzati e non dispersi in un mare di amatorialità (che si aprano spiragli per una mia revisone dell’idea di copyright in quanto protettore della buona cultura?). Il bello di una cultura fatta da professionisti, come è stato fino a pochi decenni fa, è che stimola la competizione e la creazione di nuove idee. Cento anni fa, se non ero d’accordo con il pensiero di un dato filosofo, e ovviamente ne avessi avuto le capacità, mi sarei sbattuto per diventare io stesso un filosofo pubblicando le mie teorie. Ora invece basta un post su internet e mi sono liberato la coscienza: ho urlato al mondo il mio dissenso, poco importa se nessuno mi ascolta. La moltiplicazione della libera condivisione delle idee ha portato quest ultime a perdere di valore: in fondo su internet siamo tutti uguali, ciò che scrivo io o un altro a me sconosciuto ha lo stesso valore e quindi perché dovrei dare retta agli altri? È l’individualismo estremo e come ogni estremo non porta a nulla di buono.

Terzo Stato

Nell’affrontare discussioni politiche o sociologiche mi sento sempre un po’ fuori luogo, con un pensiero non abbastanza evoluto rispetto al tempo presente. Per tanti versi sono effettivamente rimasto legato ad idee illuministe, utopiche e poche dinamiche. Ciò da cui veramente non riesco a liberarmi è la diffidenza verso la massa, la sua capacità di giudizio e di governo. Il mio ideale è sempre quello di un governo, a qualsiasi livello, gestito dall’alto attraverso le scelte di persone competenti con un controllo demandato ad organi dedicati e svolto concordemente alle leggi vigenti. Una forma di pensiero cosiddetta deontologica.
Sono conscio che la tendenza attuale va verso la sponda opposta, alla ricerca di un maggior coinvolgimento della popolazione in quanto efficace metodo di formazione del consenso. Capisco la necessità di evolversi in tal senso ma dentro di me resto scettico, o perlomoneo fortemente diviso.

Ragionando sull’argomento ho soppesato la possibilità di definire un’intelligenza collettiva che si contrapponga a quella del singolo nelle due diverse forme di governo. Come mi aspettavo esiste già una buona letteratura sul tema, come ben riassunto da Wikipedia@Intelligenza_collettiva (http://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_collettiva). Un paragrafo particolare sintetizza molto chiaramente il mio pensiero e tutti i miei dubbi: Durante l’epoca industriale, scuole e grandi corporazioni tesero a favorire la separazione delle élite dalle persone che si aspettavano dovessero seguirle; separazione intesa inoltre come bagaglio di conoscenze accessibili ai due gruppi. Molte istituzioni politiche esaltarono la burocrazia e la segretezza. Pensatori come Robert David Steele Vivas si oppongono a questa visione, e concepiscono i cittadini come frammenti di una intelligenza pubblica a cui devono essere forniti tutti i mezzi necessari per giudicare l’operato di ufficiali pubblici, dirigenti, e membri di altre élite. In visioni di questo tipo, il concetto stesso di segretezza viene denunciato come patologico e foriero di decisioni egoistiche prese dai detentori del potere (e della conoscenza) a danno dell’interesse pubblico.”

È molto probabile che io sia un cittadino fortunato, avendo avuto la possibilità di conseguire un’istruzione sostanziosa e di qualità. Solo in Italia non tutti possono dire lo stesso, figurarsi in certe parti del mondo. Per restare a casa nostra però, forse con non poca spocchia, penso sempre che la volontà d’imparare è fondamentale: la conoscenza è aportata di mano, lo era quando ero giovane con le enciclopedie ed i libri, lo è ora ancor di più tramite internet, basta andare e prendersela. L’élite culturale esiste ma non è una casta chiusa, vi si può accedere ma occorre fare uno sforzo, sudare sui libri. Quindi i mezzi per giudicare l’operato del governante ci sono, basta applicarli come tanti movimenti in giro per il mondo stanno facendo.
Tuttavia questo non basta a dire che la massa sarebbe in grado di auto-governarsi, diciamo di dar vita ad una democrazia partecipata molto estesa. Controllo e decisione non sono sinonimi, sono in opposizione o meglio complementari.
Dunque forse io propenderei per un sistema misto, una tecnocrazia con stretto controllo e feedback popolare che ne calmieri i voli pindarici verso teorie troppo astratte e elontane dalla vita reale.