Arrivederci a Rio

Un’altra Olimpiade è finita. Londra 2012 non mi ha lasciato particolarmente soddisfatto, vuoi a causa della scarsa copertura televisiva che la RAI ha dato all’evento, vuoi perché si è trattata di un’Olimpiade di passaggio tra campioni affermati e nuovi fenomeni emergenti. Vedere i beniamini che hanno fatto faville nelle edizioni precedenti uscire sconfitti, anche in malo modo, mi ha lasciato scontento; tanto più che non conoscendo i neo campioni mi era difficile tifare per loro. Si sono fatti conoscere per la prossima volta.

Mi è spiaciuto molto che gli ultimi giorni siano stati turbati dal caso Schwazer e dalle affermazioni di Bepper Grillo. Ha detto bene la Idem: Grillo è una patacca che attacca solo per farsi notare. Ovviamente rispetto il fatto che le Olimpiadi possano non piacere per svariati motivi, per lo spreco di risorse economiche ed ecologiche per esempio, ma non si può attaccare il loro valore sociale e storico-politico. Le Olimpiadi sono l’espressione e lo specchio di una società e della sua crescita. Paradossalmente sono proprio gli sport minori l’indice di tutto ciò, perché solo un paese ricco, socialmente evoluto può dare la possibilità ad un suo cittadino di spendere tempo nella pratica del tiro a volo, del judo, del badmington, della scherma. Inoltre la maggioranza di questi sport richiede uno sforzo economico iniziale non indifferente per la famiglia dell’atleta; non è come il calcio dove basta un prato ed un pallone. Ecco perché vedere paesi mediorientali o africani praticare certe discipline e vincere è un evento a suo modo storico.

C’è poi da considerare che per ogni atleta l’Olimpiade è il sogno della vita, il top di una carriera fatta spesso solo di sacrifici. Ognuno gareggia in primis per sé stesso, per cercare il primato, in seconda battuta rappresenta la propria nazione e tutto il movimento che l’ha portato fino in pedana od in pista. Ed ogni vittoria sarà d’ispirazione per le future generazioni d’atleti. Tante conquiste sociali hanno avuto come concausa un evento sportivo. Grillo dovrebbe imparare questa lezione e, tuttalpiù, usarla a suo favore. Evidentemente ha imparato da altri maestri, per i quali lo strepitare e l’attaccare tutto e tutti è l’unico mezzo per vincere.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: