Human rights are down

La strenua difesa di un diritto sta portando la nostra società a delle estremizzazioni assurde. Leggo con sconcerto (magari soltanto mio per via della mia scarsa empatia) questo articolo de Il Corriere: Un test prenatale per la sindrome di Down viola i diritti umani?

Ha lasciarmi perplesso, sgomento dovrei dire, è l’opinione di tal Hueppe, delegato alla tutela dei disabili del Bundesregierung: “Le persone affette dalla sindrome di Down vengono così discriminate nel loro diritto alla vita”. Si entra in un campo minatissimo, cosa deve intendersi per vita e quando un feto consegue i medesimi diritti dei suoi simili già nati. Per legge la dodicesima settimana è il punto di non ritorno per cui scoprire entro quella data la Sindrome di Down è un’ottima notizia; l’amniocentesi che si effettua alla sedicesima prepara solo il genitore alle difficoltà che incontrerà con un bambino disabile.
Per quanto mi riguarda dovrebbe essere prerogativa del genere umano non mettere al mondo figli con disabilità, quando è possibile scoprirlo per tempo; sarebbe un bene per in primis per il bambino e poi anche per i genitori. Invece qui si teorizza proprio il contrario, ossia che i Down siano una condizione “normale” e dunque da accettare come tale, annessi e connessi. Io appoggio la non discriminazione fin dall’infanzia da proseguire poi nell’ambito lavorativo e della vita adulta, ma dire che un Down è discriminato ancor prima di nascere è un’insana estremizzazione. La scelta deve spettare unicamente al genitore non ad un’etica superiore di cui lo Stato sia garante; alla fine saranno mamma e papà a doversi sorbire tutte le fatiche non le associazioni che ora si battono per un assurdo diritto. Se in fede una persona non se la sentisse (e io sono il primo a dirmi tale) è giusto che decida per l’aborto.

Sinceramente non capisco da dove venga tutta la paura per queste blande forme di eugenetica. Stiamo parlando di avere un figlio sano, non di volerlo con gli occhi blu e i capelli biondi. Giocare a fare Dio ci spaventa ancora troppo, o forse è un retaggio dovuto a passati esperimenti in tal senso. Io spero che il test venga introdotto anche in Italia, dove la Chiesa darà ovviamente battaglia, e che queste assurde polemiche si spengano come un fuoco di paglia.

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