The new web era

Secondo me la grande rivoluzione nell’uso di Internet non è tanto il decantato Web 2.0, che è di per sé di fumosa definizione, dai contorni sfumati ed alquanto ingannevole, quanto il cambiamento di hardware con cui si sfrutta il servizio. La tecnologia degli ultimi anni ha fatto quel salto che ha finalmente permesso di dividere il mercato in più fasce a seconda del modello di utilizzo che ogni utente necessita.

All’inizio esisteva il computer desk, poi venne il notebook seguito dai i suoi fratelli netbook; alla fine arrivò l’invasione di tablet e smartphone, peggio degli Unni. E così colossi come la Hp e la Dell vedono ridursi i margini e rischiano di chiudere stabilimenti e licenziare personale. È evidente che non hanno saputo adeguarsi o cavalcare il cambiamento. Penso che, al di là della moda passeggera, per la maggioranza degli utenti un tablet sia più che sufficiente per navigare su internet e gingillarsi con qualche programma di svago. L’uso del desk o del notebook sarà riservato a chi lavora e quindi necessita di determinate prestazioni ed accessori; io per esempio sarei morto senza il mio schermo gigante da 24 pollici widescreen.

Questa divisione nella fruizione del mezzo internet si riflette ovviamente in una divisione nella conoscenza del pc e dei suoi programmi. La filosofia del tablet, specie quella Apple, è di fornire un supporto funzionale che chiunque sappia usare con un po’ di pratica; non è richiesta conoscenza pregressa. Se c’è un problema…ops, chiama l’assistenza. L’utente brainless è la stragrande maggioranza. È come l’automobile: io non ci capisco molto e quindi mi affido al meccanico. Per il pc invece preferisco fare da solo, essendo ormai abituato, e divertendomi, a risolvere le piccole magagne che a ripetizione i sistemi operativi e gli hardware mi mettono davanti.

Il futuro sarà questo: un entry level fatto di dispositivi portatili di facile utilizzo e molto versatili, poi ci sarà chi farà il salto, dal tablet al notebook, volendo approfondire la propria conoscenza e l’esperienza di navigazione. Il desk e la workstation saranno relegate al solo ambito ufficio, visto che un notebook con un monitor esterno, per l’ambito casalingo, ha le stesse performance. Ed a seconda del dispositivo i contenuti a cui si accederà (non fisicamente perché i siti sono bene o male visibili a tutti) saranno differenti, con non poche ripercussioni sull’acculturamento della persona. Non ho certezze in merito, ma penso infatti che navigare con un tablet non invogli alla ricerca di contenuti particolari, ci si limita a guardare la superficie dell’immenso mare.

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