Monthly Archives: May 2007

Scioperi creativi

Attiro la vostra attenzione su questo articolo: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=552&ID_sezione=3&sezione=

Dunque una settimana di sciopero indetta dalla SIAE. E allora? Radio senza musica, tv senza film, cinema chiusi? Vi sembra possibile che accada? Ovviamente no, anche perchè si tratta di una protesta dei soli autori italiani. Mi sembra l’ennesima trovata senza senso che non aiuterà certo a cambiare la situazione: qui vogliono soltanto mantenere il loro status quo e non evolvere verso forme più dirette, veloci e meno costose.

Paura di faticare troppo, cari i miei autori italiani? Siccome però avete una settimana libera da impegni, vi propongo uno stage di due giorni in officina a saldare o in magazzino a spostar travi: abbiamo bisogno di manodopera.

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Casa?

Mentre la destra prometteva, non sapremo mai se avrebbe mantenuto, di tagliare l’ICI, il buon governo di centrosinistra tenta una riforma del catasto che potrebbe portare a raddoppi della tassa sulla casa. Ma vi sembra logico?

Qualcuno può anche spiegarmi la teoria della tassa sulla casa? Sulla mia casa! Pago per qualcosa che mi costa e che, salvo vendita, non mi frutta un centesimo. La logica delle tasse in genere mi rimane oscura.

Speriamo che almeno questa proposta venga affossata.

Forse è meglio pensare alla gnocca.

Frontiere sicure

No, niente protezionismo ad oltranza o soldati piazzati ai valichi o sulle coste per impedire l’accesso ai non graditi. La Bielorussia protegge l’ingresso nel suo paese obbligando gli automobilisti a munirsi di profilattici. Eppure non mi risulta che lo stato ex-sovietico sia reinomato per il turismo sessuale, sicuramente non più di altri stati dell’Est. Trovo che sia veramente una notizia buffa, anche se inutile. Tra l’altro non si capisce nemmeno cosa abbia fatto scaturire questo obbligo…

Just married

E anche un’altra coppia ha fatto il grande passo, scegliendo la perigliosa via del matrimonio. Complimenti amici, io voglio scommettere che ce la farete a portare avanti a lungo questo vostro progetto perché…perché vi ho sempre visti bene insieme, perché oggi eravate così sereni e sorridenti, e perché credo ancora che valga la pena impegnarsi per rispettare questo valore. (…Oggi non mi sono commosso, ma ora che sono qui solo a riflettere mi scende la lacrimuccia…)

La nuda cronaca racconta di una cerimonia a metà pomeriggio a Pollone, funestata dalla presenza di una pioggia intermittente. Gli sposi sono stati impeccabili e anche il parroco ha detto delle belle parole. Soltanto si sentivano poco le voci degli sposi al momento di recitare le promesse solenni. Apro una piccola parentesi personale per dire che assistendo alla cerimonia ho compreso che il rito religioso proprio non fa per me: sarei costretto a ripetere tutta la liturgia, preghiere e gesti compresi, ed è qualcosa che non sento come mia, essendomi dichiarato da tempo ateo. Opterei per un buon rito civile. Tornando a bomba sul pezzo, entrambi i coniugi erano belli: elegante lui, bellissima, come solo le spose sanno essere, lei.

Piacevolissimo, e faccio ancora i miei complimenti per l’organizzazione, l’evento organizzato a Palazzo Lamarmora, location più che adatta per queste occasioni. Di nuovo, peccato per quella fastidiosa pioggia, che ha impedito di tenere l’aperitivo nel parco interno. Il cibo, aperitivo e portate, è stato ottimo, tanto che ho fatto i miei complimenti allo chef. A me non è dispiaciuta nemmeno la disposizione dei tavoli: certo il salone unico rende tutti più partecipi dell’atmosfera che si crea intorno agli sposi, ma la soluzione adottata oggi ha il pregio di lasciare più liberi i commensali, che dubito se ne abbiano a male. Il tavolo di sole coppie è stato azzeccato: buona compagnia e chiacchiere varie con le ragazze.

Dopo, durante le danze condotte dai Sunny Boy, ho anche avuto il tempo di fare qualche riflessione osservando i due novelli sposi ridere e divertirsi: il matrimonio deve essere un momento di grande divertimento, di quello sano, che celebri la voglia di vita dei giovani sposi e della loro cerchia di amici e parenti. Sarà banale, ma vivendolo così si respira la stessa atmosfera che ha contraddistinto queste cerimonie fin dagli albori della civiltà: una festa per la nascita di un legame d’amore che porterà alla continuazione della specie. Anche per questo motivo penso che la funzione religiosa non mi si addica, perchè nelle parole della liturgia cristiana sento sempre una punta di tristezza, di riflessione sulla caducità della vita e sulla insignificatezza e dipendenza rispetto a questo essere superiore.

Ho sviscerato pressochè tutto. Non mi resta che fare ancora le congratulazioni a Valentina e Nicolas per tanti anni di felicità insieme. Bon voyage!

Speriamo siate più belli di così!

AUGURI Valentina e Nicolas

Luca Cordero

Grande intervento ieri del Presidente di confindustria. Era ora che qualcuno che conta dicesse chiaro e tondo ciò che pensa la gente. La classe politica ha bisogno di queste strigliate. Per molti è stato un discorso politico, o così si vuol far credere per minimizzarne l’impatto, ma non penso fosse quello l’intento. Montezemolo ha voluto sollevare questioni pratiche, far luce su problemi cronici, da uomo d’azienda, da grande imprenditore quale è.

Resto però allibito di fronte alla reazione dei politici. Minimizzano, alcuni ci vedono un attacco al Governo e ne traggono conclusioni sbagliate (vedi l’opposizione che crede di poter far meglio sui punti citati da Luca Cordero), altri s’incazzano perchè un discorso così forte non è nel ruolo del Presidente degli industriali. Sbagliano tutti: Montezemolo ce l’ha con il sistema, non con questo o quel Governo, con un sistema che non vuole cambiare e che non vuole riconoscere i proprii limiti.

Io spero che Montezemolo non voglia scendere in politica: sarebbe, suo malgrado, costretto a scendere a compromessi con quei vecchi decrepiti ciarlatani che abbiamo in Parlamento. Che resti dov’è e guidi piuttosto una riforma parallela che venga dal mondo del lavoro, quello vero non quello finto del politicante. Riunendo sotto un’idea concreta la potenza industriale si potrebbe spingere il Governo fare certe scelte piuttosto che altre, forzargli la mano insomma, si spera in funzione del bene comune.

Laurea- cronaca vera

Pensavo peggio, sinceramente. Ed invece la discussione è filata via liscia sebbene il tempo a mia disposizione fosse poco, appena 12 minuti. Alla fine gli sforzi di Paola per farmi preparare ed imparare un bel discorso hanno dato i loro frutti.

Tutta la procedura, cerimonia di proclamazione compresa, si è svolta in circa tre ore, con tempi scanditi con precisione svizzera. Ed ora per i poteri conferiti dalla legge al professore di turno sono Dottore Magistrale in Ingegneria. Fino a qualche tempo fa dubitavo di poterci arrivare; per fotuna che è finalmente finita. Un ultimo saluto al Politecnico di torino, sede di Vercelli, e via verso nuovi lidi, meno caldi e meno pieni di zanzare.

Infatti siamo finiti a festeggiare al Living Garden. La mamma aveva organizzato un ricco aperitavito con tanto di primo, risotto agli asparagi, e dolce. Brava mamma. Anche per la scelta del posto: davvero un bel parco, tenuto come ci si aspetta sia tenuto un club di golf, servizio di prim’ordine, cibo ottimo. Eravamo in un gazebo in mezzo al verde, al riparo dal caldo africano della giornata.

Ovviamente la laurea porta con sè anche i regali: io avevo detto a tutti di non disturbarsi, di non stare a spendere soldi. In fondo non ho fatto chissà che nel laurearmi in nove anni e mezzo, ma nessuno mi ha dato retta. Ovviamente ringrazio tutti per gli splendidi doni. La conta dice: una macchina fotografica digitale Olympus, un cellulare Samsung, un orologio Hamilton, il gioco da tavolo The Pillars of the Earth, il navigatore satellitare Garmin, un bella cornice in argento, dei soldi.

Che dire infine. Mi sono tolto un pensiero non da poco, sono soddisfatto del percorso fatto, di quello che mi ha lasciato in eredità, e sono contento di aver soddisfatto le aspettative di molti. Alla prossima laurea dunque!

88/110

Ecco il frutto di nove anni e mezzo di fatica. Voto equo e rapportato al mio rendimento universitario.

Per i particolari su discussione, festa coi parenti e regali vi rimando all’edizione della sera.

Stress? No grazie

Sì così mi piace. Sabato mattina in ufficio, nessun che interrompe continuamente il lavoro, musica buona dagli altoparlanti. Questo si chiama lavorare. In tre ore ho sistemato problemi che mi assillavano da una settimana.

Ti sto domando soppalco svizzero!!!

Stamani venendo in ufficio riflettevo: potrei mai dirmi stressato quando ci sono colleghi dell’officina che si sparano 9 ore di saldatura in un giorno? Li capisco se quando arrivano a casa sono sfiniti e magari di umore piatto. Diciamoci più che fortunati noi che lavoriamo in ufficio. Io spero ricevano un compenso adeguato alla fatica, ma temo che la società si approfitti di chi fa lavori così fondamentali per l’industria ma di poco concetto.

Ora vado a contare travi. Bye.

Ruota folle

E’ finita anche questa settimana. Dura dura dura. L’ho notato soprattuto nella poca vena creativa che mi ha fatto trascurare il blog. Troppe preoccupazioni causate dal lavoro, troppe legate all’imminente laurea. Avrei tanto voluto dire qualcosa a proposito di un paio di fatti di cronaca, ma quasi mi mancano le forze mentali per fare un discorso coerente. Anche il fine settimana si presenta ricco: lavoro al sabato mattina, ricerca disperata di una cravatta al pomeriggio, pedalata rosa domenica mattina e spero finalmente riposo nel pomeriggio.

Che stia subendo ciò che non avrei mai pensato di poter subire? Lo stress?! Devo riprendere il controllo del tempo a mia disposizione, essere io a comandare gli eventi, non farmi trascinare da loro. Perchè lo stress è causa di errori, gli errori di culi e i culi di stress.

Dovrei mettere un annuncio per un posto antistress: Ingegnere, mente pronta, bella presenza,  cerca impiego in azienda con uffici fronte mare in climi caldi. Disponibile a trasferte sulla spiaggia, ha buona capacità di lavorare in un team di beach volley e voglia di imparare nuove discipline, come surf e kytesurf. Sempre pronto a dare una mano, anche per spalmare creme solari alle fanciulle, si propone per un posto come supervisore alla disposizione dei lettini ed alla pianificazione della distribuzione cocktail. Remunerazione congrua e alloggio vicino al posto di lavoro.