Monthly Archives: December 2010

Capitolo 37

Qui si dovrebbe concludere la prima parte del libro, la Via, così chiamata perché vi si descrive la metafisica del Tao.
Involontariamente ci ho messo un anno a concludere la prima parte. In realtà il mio progetto era di terminare l'intero libro nel medesimo lasso di tempo, ma strada facendo ho rilevato che non sarebbe stato corretto, che avrei violato fin dalla base i principi che sto cercando di imparare.

Nel nuovo anno mi dedicherò così alla seconda parte, il libro della virtù. Sono curioso di capire se il saggio cinese ha tramandato esempi di applicazione pratica della dottrina a questioni morali o sentimenti e passioni. Temo di no, che tutto sia lasciato un po' alla libera interpretazione dei pochi e semplici principi finora illustrati.

Comunque sono soddisfatto di aver intrapreso questo cammino, questo studio. Sento il cambiamento in me anche se non sono sicuro sia percepibile dal di fuori, proprio perché l'applicazione pratica è ardua e facilmente travisabile. Ora mi piacerebbe che questo percorso si concludesse con un pellegrinaggio alle montagne sacre di Wudang per qualche giorno di meditazione.

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L'altra notte ho sognato il Tao o almeno una delle sue manifestazioni.
 
Mi trovavo negli attimi precedenti una grave catastrofe: una specie di terremoto connesso ad una esplosione nucleare. La città in cui mi trovavo era deserta perché l'esercito aveva sgombrato la popolazione ammassandola in rifugi di fortuna preparati come meglio si poteva. Nell' aggirarmi per questi luoghi coglievo contemporaneamete l'affanno degli ultimi istanti per l'imminente cataclisma, la paura della gente e la consapevolezza dell'ineluttabile, dell'initulità di quei rifugi, nei quali la gente era peraltro legata ed imbavagliata per prevnire scene di panico.
E io fuggivo, all'inizio impaurito poi determinato a raggiungere una meta, un unico rifugio sicuro. Pochi istanti per trovarlo ma nella mia mente ne avevo un'immagine chiarissima, come se fossi sempre stato lì: un grande prato verde in cui sdraiarmi libero, senza costrizioni ad attendere che la marea passasse. E quell'idea mi riempiva di pace e sicurezza.
 
Al risveglio la metafora, la chiave di lettura, mi è sembrata subtio chiara.
Lo spazio erboso rappresentava il taoismo, il suo insegnamento, uno spazio che è pieno e vuoto al contempo, che protegge pur senza pareti, una struttura che non si può abbattere perché non c'è. Viceversa i rifugi, che sembravano grandi cattedrali o stazioni, sono le false convinzioni dietro cui ci nascondiamo, che tuttavia ci ingabbiano, ci bendano ed imbavagliano nel vano tentativo di proteggerci ma in realtà nascondendoci la verità.

Oggi giornata di stroke positivi.
Ho concluso alla grande la pratica regali natalizi con un ultimo colpo di reni degno di Cipollini.
Ho elaborato l'ennesima stupefacente macro in VBA.
Ora posso dormire sonni tranquilli.

Peccato solo che non riesca a spedire ai colleghi cinesi un piccolo presente, dei biscotti tipici di Biella, prima delle vacanze. Dovrò appiopparli al primo che andrà in visita nell'anno nuovo. E non sarà io, :-((

E' parecchio che non scrivo qualcosa. E scrivere per dire che non si è scritto e non si sta per scrivere nulla di rilevante è una cretinata cosmica, o forse una figura retorica.
Fatto sta che sono a corto di idee e di voglia. Ho dedicato più tempo alla lettura, finendo due libri, e ai preparativi per le feste. In realtà i progetti per Capodanno sono miseramente sfumati e non trovo alternative. Ormai è tardi e tutti i posti belli, romantici e caratteristici sono pieni. E' una vera disdetta.

Il Tao è dimostrato: non fare grandi progetti ma sfrutta ciò che hai al momento.

Capitolo 36

Ragionavo su quanto il Taoismo sia una filosofia che va contro l'innato pensare della nostra mente quando essa si confronta con il mondo, con la sicura aggravante di preconcetti socio-culturali.
E' una filosofia che si presta bene ad essere compresa e vissuta nei templi, in solitudine, coadiuvata da mantra che la ricordino ad ogni piè sospinto. Lì pratica e teoria sono facili da fondere.
Non così nel mondo esterno dove le sfide sono sfaccettate e si deve scendere a compromessi. Ecco di nuovo il taoista imperfetto.

Sono rientrato in Italia dopo due settimane che giudico molto positive sotto un po' tutti i punti di vista.

IMG_7354Torno carico di lavoro da svolgere.
Torno ricco di idee.
Torno con una proposta.
Torno per poi tornare.
Torno con una nuova divisa! Reparto Quality Control.

Ogni visita è per me una piccola sfida. C'è da vincere la mia preoccupazione iniziale (che è positiva per non far prendere le cose sottogamba) e ci sono risultati da conseguire, ovviamente. Quando possibile ci sono nuovi posti da visitare e pezzi di cultura da capire.
Ma soprattutto ritengo importantissimo rinsaldare i rapporti di collaborazione mattone dopo mattone, costruendo un edificio basato sulla reciproca fiducia e sul rispetto. Io non sono sicuramente migliore dei colleghi cinesi, porto con me un diverso modo di affrontare i problemi ma non è più nella mia natura cercare di imporre il mio pensiero. Umiltà e comprensione delle necessità dell'altro, ecco il segreto.

La divisa del QC non è dunque un caso. Poter lavorare senza uniforme è il segno di un grado gerarchico elevato; io, per giunta europeo, pur potendone fare a meno scelgo di usarla e questo mi riporta ad una condizione di non superiorità: discutiamo da pari a pari.

Dimmi tu se la mia prima sbornia dovevo prenderla in Cina. Certo che quando il pasto inizia annaffiato da un "vino bianco", così lo chiamano loro, che fa 46 gradi e prosegue a base di birra non ci si può aspettare di uscire molto dritti.
Eppure abbiamo ancora fatto quattro passi in centro e mi sentivo abbastanza bene. Il peggio è quando sono arrivato in camera che ho cercato di stendermi: tutto ha preso a girare e alla fine ho dovuto abbracciare la tazza. Non ricordo nemmeno a che ora sono crollato, abbastanza presto comunque. Stamani ho tentato una colazione leggera ma nulla.
Mi dicono che la Coca-cola aiuta a far passare gli effetti dell'alcool. Non avendola ho tentato con l'Aulin, la mia panacea personale, ma pare che solo il caffè sappia darmi sollievo.

La cosa positiva di una ciucca cinese è che tutto accade early in the night dato che si inizia a mangiare verso le 18:00. E' comunque un'esperienza da non ripetere assolutamente, quasi peggio del disturbo intestinale della volta scorsa.

Malefici american food brand! Sto ancora digerendo il Pizza Hut di ieri sera e il mio pancino  non è molto contento.
Proprio questa sera che abbiamo grande cena d'ufficio con i colleghi cinesi. Dovrei essere bello vorace per gustare del buon cibo locale e invece ho lo stomaco un po' brrrr…anche abbondanti dosi di the sembrano non servire.

Ma nulla mi fermerà…stasera ci tiriamo neri!